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Tutto troppo segreto

– quando il mistero bussa alla porta dell’amore

Recensione del romanzo di Anna Premoli

Ci sono romanzi nei quali il mistero è soltanto un pretesto per raccontare una storia d’amore. E poi ci sono quelli in cui il giallo, l’ironia, l’avventura e i sentimenti finiscono per intrecciarsi così bene da diventare impossibili da separare.

“Tutto troppo segreto” di Anna Premoli appartiene decisamente alla seconda categoria.

L’autrice, ormai una delle voci più riconoscibili della narrativa romantica italiana, costruisce una storia che parte da una scomparsa misteriosa e finisce per scavare molto più a fondo: nei segreti di una famiglia, nelle ferite del passato e, soprattutto, nei sentimenti che due persone cercano disperatamente di tenere sotto controllo. Il romanzo è stato pubblicato da Newton Compton ed è composto da 288 pagine.

E, come spesso accade nei libri della Premoli, l’amore non arriva con tanto di fanfara e violini. Arriva quando meno dovrebbe, nel momento meno opportuno e, possibilmente, complicando tutto.

Due fiscalisti, un antiquario scomparso e troppi segreti

Violante e Amedeo non sono investigatori professionisti. Sono fiscalisti.

Una precisazione che potrebbe sembrare irrilevante, se non fosse che i loro trascorsi li hanno trasformati, almeno agli occhi di chi li conosce, in una sorta di improbabile coppia investigativa.

Dopo aver condiviso un’avventura tutt’altro che ordinaria, i due sono diventati soci e lavorano insieme a Milano. La loro reputazione ha ormai superato i confini dello studio fiscale e, quando Alfredo Nittis, antiquario e cliente storico, scompare misteriosamente, la moglie decide di rivolgersi proprio a loro.

La polizia sembra orientata verso l’ipotesi di un allontanamento volontario. La moglie, però, non ci crede.

E nemmeno Violante e Amedeo.

Da quel momento prende il via un’indagine che inizialmente sembra ruotare attorno alla scomparsa di un uomo, ma che progressivamente apre una porta su una storia molto più inquietante.

Una storia che affonda le proprie radici vent’anni nel passato e che riguarda direttamente il padre di Violante.

Ed è proprio qui che il romanzo acquista una dimensione più interessante.

Il passato non è mai davvero passato

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il modo in cui Anna Premoli gioca con il rapporto tra passato e presente.

La scomparsa di Nittis diventa infatti l’occasione per riportare alla luce qualcosa che Violante avrebbe probabilmente preferito lasciare sepolto.

Il passato, però, non ha nessuna intenzione di rimanere al proprio posto.

Vecchie vicende, libri antichi, persone che sembrano sapere più di quanto vogliano raccontare e una serie di indizi conducono Violante e Amedeo lungo un percorso sempre più rischioso.

Il bello è che l’indagine non serve soltanto a risolvere il mistero: costringe Violante a confrontarsi con la propria storia personale.

E qui la Premoli dimostra ancora una volta di sapere utilizzare il genere rosa senza lasciarsi imprigionare dalle sue regole più prevedibili.

Perché sotto la superficie della commedia romantica c’è una domanda molto più profonda:

quanto possiamo conoscere davvero le persone che amiamo?

E soprattutto: quanto di noi stessi siamo disposti a rivelare?

Violante e Amedeo: il vero mistero è il cuore

Se c’è un elemento che rende il romanzo particolarmente coinvolgente è naturalmente il rapporto tra i due protagonisti.

Violante e Amedeo sono già legati da una storia precedente e il loro rapporto è ormai molto più complesso di quello tra semplici colleghi o soci.

Amedeo è diventato per Violante una presenza fondamentale: la persona sulla quale sa di poter contare, la sua sicurezza in mezzo al caos.

La definizione di “roccia” non è casuale.

Mentre l’indagine porta alla luce verità sempre più dolorose, Violante si trova a fare i conti anche con un sentimento che non può più ignorare. L’attrazione per Amedeo è ormai evidente, ma riconoscere quello che si prova è spesso molto più difficile che seguire una pista investigativa.

E così il romanzo procede su due binari paralleli.

Da una parte c’è la domanda:

Che fine ha fatto Alfredo Nittis?

Dall’altra:

Che cosa sono davvero Violante e Amedeo?

Due misteri apparentemente molto diversi, ma destinati a intrecciarsi.

Ironia e suspense: una combinazione che funziona

La forza di Anna Premoli sta anche nella capacità di non prendere troppo sul serio il genere che sta utilizzando.

Nonostante ci siano una scomparsa, un passato doloroso, situazioni pericolose e fughe rocambolesche, il romanzo conserva quella leggerezza e quell’ironia che rappresentano una delle caratteristiche distintive della sua narrativa.

È una scelta importante.

Perché Tutto troppo segreto non vuole essere un thriller cupo e claustrofobico. Il mistero serve piuttosto a creare movimento, tensione e occasioni per mettere i protagonisti davanti alle proprie paure.

Ne nasce un equilibrio tra commedia romantica, giallo e avventura, proprio come suggerisce la stessa presentazione editoriale del romanzo.

E funziona soprattutto perché l’ironia non cancella completamente la componente emotiva.

Al contrario, la rende più accessibile.

Milano, libri antichi e fughe rocambolesche

Un altro ingrediente interessante è l’ambientazione.

Milano fa da sfondo alle vicende, ma il romanzo non rimane confinato nello studio fiscale dei protagonisti. L’indagine conduce Violante e Amedeo attraverso luoghi e situazioni differenti, con i libri antichi e il mondo dell’antiquariato a fare da filo conduttore.

È un universo perfetto per una storia di segreti.

Un libro antico può essere un oggetto prezioso, una testimonianza, un indizio o semplicemente il custode silenzioso di una storia che qualcuno vorrebbe dimenticare.

Ed è proprio questa atmosfera a dare alla vicenda una piacevole sfumatura da avventura investigativa.

A un certo punto viene quasi naturale immaginare Violante e Amedeo come una versione molto più contemporanea e decisamente meno professionale di una coppia di detective da romanzo.

Con una differenza fondamentale: mentre cercano di scoprire la verità sugli altri, devono contemporaneamente cercare di capire la verità su loro stessi.

Una Premoli in equilibrio tra leggerezza e sentimento

Chi conosce Anna Premoli sa cosa aspettarsi: dialoghi brillanti, personaggi capaci di ironizzare sulle proprie debolezze, situazioni sentimentali complicate e quell’ironia che riesce spesso a trasformare anche i momenti più imbarazzanti in occasioni di divertimento.

La stessa autrice racconta sul proprio sito il suo universo narrativo come fatto di storie ricche di risate ed emozioni, con protagoniste che spesso inciampano, metaforicamente o meno, nell’amore.

In Tutto troppo segreto, però, c’è qualcosa in più.

La componente investigativa offre alla storia un ritmo differente e permette alla relazione tra Violante e Amedeo di svilupparsi in modo meno convenzionale.

Non abbiamo semplicemente due persone che si incontrano e scoprono di piacersi.

Abbiamo due persone che si conoscono già, che hanno condiviso qualcosa di importante e che devono decidere se avere il coraggio di trasformare una complicità consolidata in qualcosa di diverso.

Ed è proprio questa dinamica a rendere interessante il loro rapporto.

Il segreto più difficile da svelare

Il titolo Tutto troppo segreto potrebbe riferirsi ai tanti misteri disseminati nella storia.

Ma forse il segreto più importante è quello che i protagonisti custodiscono dentro di sé.

Perché ci sono segreti che nascono dalla paura.

Altri dalla vergogna.

Altri ancora dal desiderio di proteggere qualcuno.

E poi ci sono quelli che nascondiamo semplicemente perché ammetterli significherebbe cambiare tutto.

Violante e Amedeo si trovano esattamente davanti a quest’ultimo tipo di segreto.

Il mistero dell’antiquario può essere risolto cercando indizi, ricostruendo eventi e mettendo insieme i pezzi di una storia.

Il mistero dell’amore è molto più complicato.

Perché non basta trovare la verità.

Bisogna avere il coraggio di accettarla.

Il verdetto

Tutto troppo segreto è un romanzo che riesce a mescolare con naturalezza romance, mistero, ironia e avventura, senza pretendere di trasformarsi in un thriller puro né rinunciare alla leggerezza tipica di Anna Premoli.

È una lettura particolarmente indicata per chi ama le storie sentimentali con protagonisti brillanti e imperfetti, ma desidera anche una trama capace di offrire qualche enigma da risolvere.

La parte investigativa aggiunge movimento alla storia; quella romantica ne rappresenta il cuore.

E in mezzo ci sono segreti, vecchie ferite, libri antichi, fughe, pericoli e soprattutto due persone che scoprono che forse il mistero più difficile non è capire cosa sia successo vent’anni prima.

È capire cosa succederà domani.

Perché puoi passare la vita a cercare risposte negli archivi, nei documenti e nei libri.

Ma quando si tratta di sentimenti, alla fine, bisogna avere il coraggio di aprire il libro più complicato di tutti:

quello che parla di noi.

⭐ Valutazione: 4/5

Consigliato a chi ama: commedie romantiche, gialli leggeri, protagonisti ironici, storie d’amore costruite sulla complicità e romanzi nei quali il mistero serve anche a scavare nei sentimenti.

Una frase per ricordarlo:
Ci sono segreti che la verità svela. E altri che soltanto il cuore può confessare.

Titolo: Tutto troppo segreto
Autrice: Anna Premoli
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Prima pubblicazione: 1 luglio 2025

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