Benvenuto in “Un proverbio al giorno…”, dove ogni giorno è un invito a pensare, sorridere, ricordare.
Qui le parole antiche tornano a vivere: ne sveliamo le radici, ne osserviamo l’evoluzione e ci chiediamo se abbiano ancora qualcosa da dirci oggi.
Un piccolo spazio quotidiano per riscoprire la saggezza popolare… una goccia di verità alla volta.

Monti con monti non si incontrano mai, ma uomo con uomo prima o poi si riscontra
In casa non c'è pace se canta la gallina e il gallo tace
Quando la volpe piange, conta le tue galline
Per amore anche la donna onesta perde la testa
Ottobre piovoso, anno copioso
Massaia che va in campagna, perde più di quel che guadagna
Se di ottobre scroscia e tuona, l'invernata sarà buona
Non è tutto Vangelo quel che dice la gente
A ottobre il vino nelle botti e l'uva nei tini
Se vuoi vivere e star sano, dai parenti stai lontano
Nella buona compagnia, non ci sta malinconia
Parlare a nuora perché suocera intenda
La distanza rinfresca l'amore
Agli amanti e ai cacciatori per un piacer mille dolori
Bacco, Tabacco e Venere, riducono l’uomo in cenere
Al cavallo di razza non serve la frusta
Chi è ricco di amici è povero di guai
Chi si contenta gode
Chi male fa, male aspetti
L'uva settembrina è fragola zuccherina
Meglio avere poco e goderne, piuttosto che avere tanto e penare
Settembre caldo e asciutto, matura ogni frutto
Zotici e villani discutono con le mani
Tutto il mondo è paese
Se non hai arte né parte, in politica giocati le carte
Non serve la scienza a chi non ha esperienza
Il più conosce il meno
Quando il mare è calmo, ogni sciocco si crede marinaio
Chi vuol vivere in pace, tanto sente tanto tace
Chi per bugia è conosciuto, per verità non è creduto
L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re
Chi annega si attacca a ogni spina
La farina del diavolo va tutta in crusca
Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio
Non si insegna a nuotare ai pesci
L'amico certo lo conosci nell'incerto
Pioggia in settembre poco acquista e nulla rende
Donna baffuta è sempre piaciuta
Non si può andare in Paradiso a dispetto dei Santi
Le bare non hanno tasche
Il gatto timido fa il topo coraggioso
Occhio per occhio, dente per dente
Un po' di vino lo stomaco assesta, il troppo rovina stomaco e testa
Non fasciarsi la testa prima di essersela rotta
Quando i ladri litigano, le refurtive saltano fuori
Qual è il mese che dopo agosto viene? Settembre, che le noci e le castagne tiene
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore
Non puoi vedere il bosco se sei tra gli alberi
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo
Quando sono troppi i galli a cantare, non si fa mai giorno
Da ospedale e cimitero si esce sempre più sincero
Non giudicare un libro dalla copertina
L'assai basta e il troppo guasta
Chi si è scottato con l'acqua calda ha paura anche dell'acqua fredda
La troppa confidenza fa perdere la riverenza
La storia è maestra di vita
Il bel tempo e il cattivo tempo non durano tutto il tempo
Chi divide ha la parte migliore
Chi pecora si fa, il lupo se la mangia
Ama chi t'ama e rispondi a chi ti chiama
Chi è portato giù dall'acqua, s'attacca a ogni spino
Chi tace acconsente; e chi non parla, non dice niente
Dov'è l'innocenza non manca provvidenza
Dalla fabbrica si conosce il mastro
Con poco si vive, con niente si muore
Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi
A chi batte forte si aprono le porte
Le cose lunghe diventano serpenti
Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera
Amor vecchio non fa ruggine
Nel paese dei ciechi, l'orbo è re
Chi di speranza campa, disperato muore
La prima moglie è la facchina, la seconda è la regina
I soldi fanno l'uomo ricco, l'educazione lo fa signore
Uomo avvisato, mezzo salvato
Agosto capofitto, l'inverno è già sotto il letto
Chi non lavora d'estate, non mangia d'inverno
La lingua batte dove il dente duole
Chi va per questi mari, questi pesci prende
Il peggior sordo è quello che non vuole sentire
A chi non teme il sermone giova poco il bastone
O Paglia o Fieno
Non parlar di corda in casa dell'impiccato
Fatta la legge, trovato l'inganno
Chi fa da sé fa per tre
A chi dai il dito si prende anche il braccio
Ambasciator non porta pena
L'apparenza inganna
Chi risparmia oggi, domani molto avrà
Chi semina spine non deve mai camminare scalzo
Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante
La cera si consuma e la processione non cammina
Ogni straccio sa di miele
Il silenzio è d’oro
Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova
Chi semina buon grano, ha il pane in mano
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio
Al vecchio non manca mai di raccontare
Can che abbaia non morde
Chi capisce, compatisce
A lavar la testa all'asino ci rimetti il ranno e il sapone
Una mosca vale un piccione
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
Tempo nero non avere paura, tempo bianco scappa avanti
Il giovane ozioso sarà un vecchio bisognoso
Nel pollaio non c’è pace se canta la gallina e il gallo tace
Se piove a luglio, il finto calore porta via il frumento e il sapore
Quando luglio è ardente, miete lesto
Chi non alza la voce è mal servito
Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole
Dopo i confetti nascono i difetti
Il troppo stroppia
A buon intenditor, poche parole
Finché l'uomo ha denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca
Sono sempre gli stracci che vanno per aria
L'estate è la madre dei poveri
A combatter con il fango, che si vinca o che si perda, sempre ci si infanga
Meglio un topo in mano ad un gatto che un uomo in mano ad un avvocato
Buon sangue non mente
La fretta è cattiva consigliera
La fame è il miglior condimento
Gente allegra, il ciel l'aiuta
Il buon giorno si vede dal mattino
Chi presto parla, poco sa
Giugno, la falce in pugno
Quando canta la cicala, taglia la legna e riempi la sala
Giugno ventoso, anno fruttuoso
In estate chi non ha camicia, non ha briga
Sbagliando s'impara
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti
Chi tardi arriva, male alloggia
Chiodo scaccia chiodo
Gallina che canta ha fatto l'uovo
Finché c’è vita, c’è speranza
Gioco di mano, gioco da villano
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Chi mescola la polenta con le dita, scotta le mani
Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io
Chi nasce afflitto muore sconsolato
Pure le pulci hanno la tosse
Dalla casa si conosce il padrone
Chi ha torto fa clamore contro l'accusatore
Fai del bene e scordalo, fai del male e pensaci
Chi non intende la propria scrittura è un asino di natura
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace
Chi nasce tondo non può morir quadrato
Impara l’arte e mettila da parte
Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene
La pioggia di maggio fa diventare belli
Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti
Una ne pensa e cento ne fa
Se hai i soldi siedi, altrimenti stai in piedi
Ognuno porta l'acqua al proprio mulino
Nella botte piccola c’è il vino buono
La vigna e l'orto vogliono l'uomo morto
La Parola è d’Argento, il Silenzio è d’Oro
I panni sporchi si lavano in famiglia
Il mondo è fatto a scale, c'è chi scende e c'è chi sale
Il contadino ha scarpe grosse e cervello fino
Chi ha la mamma non è mai solo
Chi si somiglia, si piglia
Anche la regina ha bisogno della sua vicina
Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle
La Prudenza non è mai troppa
In casa del diavolo non parlar di acqua santa
Chi la dura, la vince
L’occhio è lo specchio dell’anima
Chi è nato citrullo è per gli altri un trastullo
C'è la fila per non lavorare
Chi di verde si veste, della sua beltà troppo si fida
Batti il ferro finché è caldo
Il Poco non Basta, il Troppo Guasta
L'acqua vuol pendenza il mare vuol pazienza
Chi domanda non fa errori
Una ciliegia tira l'altra
Errare è umano, perseverare è diabolico
Con i se e con i ma son piene le fosse
A Goccia a Goccia si fa il Mare
La saggezza del passato non nutre l'affamato
Non dire quattro se non l’hai nel sacco
La notte porta consiglio
Vesti un palo che bel t'appare
A buon cavalier non manca lancia
Con un po’ di coraggio si finisce ogni viaggio
Le parole vane durano quanto i cerchi sull'acqua
Fa più danno l’apprensione che il malanno
Sposa bagnata, sposa fortunata
Il vino buono si vende senza frasca
Chi cammina lecca, chi sta fermo secca
Il difficile sta nel cominciare
Conserva la mela per quando avrai sete
A cattivo lavoratore ogni attrezzo da dolore
Sopra l’albero caduto, ognuno corre a far legna
Dolci parole e tristi fatti ingannano savi e matti
I pifferi di montagna andarono per suonar e furono suonati
Il torto non sta mai da una parte sola
Disgrazia e osteria fanno la stessa via
La prima si perdona, la seconda si bastona
Per il primo d’aprile, ogni scherzo è gentile
Col fuoco, con la donna e con il mare, c’è poco da scherzare.
Chi vive di sogni ha meno bisogni
L'albero si riconosce dai frutti
A buon consiglio non si trova prezzo
Carta canta e villano dorme
A pagare e a morire c'è sempre tempo
Per conoscere un uomo, bisogna mangiare sette sacchi di sale insieme
Da cosa nasce cosa
Dove si mangia in due, si mangia anche in tre
Asino vecchio non prende lezioni
Chi va al mulino s'infarina
Non è amico mio quel che risparmia il suo e mangia il mio
Per insegnare bisogna prima imparare
Se vuoi che la roba si faccia, chiudi la bocca e muovi le braccia
Al villano se gli dai un dito si prende tutta la mano
Tra prendere o lasciare occorre ben pensare
Nessuno è sfortunato come l'agnello: o è cornuto, o è castrato o è scannato.
Chi vuole vada, chi non vuole mandi
Casa mia, casella, ricca o poverella, sei sempre la più bella
Al povero mancano tante cose, all'avaro tutte
Chi tutto vuole, arrabbiato muore
Da chi non ha figli, non andarci né per elemosine né per consigli
La Miglior Vendetta è il Perdono
Dove non c’è donna, non c’è casa
Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l'ombrello
Tutti i tempi vengono, basta saperli aspettare
Quando la pera è matura, cade da sola
Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno
Presto e bene non marciano insieme
Voce di popolo, voce di Dio
Se non t'aiuta la scienza, affidati alla provvidenza
Un bel gioco dura poco
Quando il gallo canta fuor d’ora, o piove o si lavora
Peccato confessato, mezzo perdonato
Un po’ per uno non fa male a nessuno
Tieni la bocca chiusa, se non vuoi che ti sfugga l'oro di bocca
Se hai per amico un orso, avrai bisogno di soccorso
Con le buone maniere si ottiene tutto
Con le mani di un altro è facile toccare il fuoco
Cattivo bastone non fa buon cane
Gli errori dei dottori li ricopre la terra
A lacrime di erede è matto chi ci crede
Cadere come il cacio sui maccheroni
Ogni medaglia ha il suo rovescio
Scherza coi fanti e lascia stare i santi
A carnevale ogni scherzo vale
La vecchia impara fino a cent’anni
Non mettere il carro davanti ai buoi
Cuor contento il ciel l’aiuta
L’erba cattiva non muore mai
Si dice il peccato, non il peccatore
Chi imbocca tutti i vicoli, troverà tanti pericoli.
Non stuzzicare il can che dorme
Se non è zuppa è pan bagnato
Nero con nero non tinge
A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni
Le dita della mano non sono uguali
Alla Candelora dall'inverno semo fora
Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.
Donne e uomini gelosi son troppo pericolosi
Quando canta il merlo, siamo fuori dell'inverno
Con i se e con i ma la storia non si fa
A chi prende moglie gli ci vogliono due cervelli
Ognuno è fabbro della sua fortuna
Chi semina sulla sabbia raccoglie solo rabbia
Il sonno della ragione genera mostri
Chi muore giace, chi vive si dà pace
Gira gira, la freccia cade addosso a chi la tira
Gallina che non becca ha già beccato
In bocca chiusa non entrano le mosche
Frutto proibito, frutto saporito
A casa dei suonatori non andar per serenate
Conta più la pratica che la grammatica
A goccia a goccia s'incava la pietra
Un cavaliere tra due dame fa la figura del salame
A chi ha paura non basta l'armatura
Al naso non si fa caso
Sopporta e non biasimare quello che non puoi cambiare
Quando a tordi, quando a grilli
Il miglior specchio è un amico vecchio
A bocce ferme si saprà chi ha vinto
Va con chi è meglio di te
Olio, aceto, pepe e sale fan saporito pure uno stivale
Quando tutto è di tutti, i tempi sono brutti
L’Epifania tutte le feste porta via
Vecchiaia con pazienza prolunga l'esistenza
Uccello in gabbia non canta per amor, canta per rabbia
L'amore e la tosse non si possono nascondere
Impara dal passato, credi nel futuro e vivi nel presente
Anno nuovo, vita nuova
Di buone intenzioni è lastricato l'inferno
Chi dice grazie, apre il cuore
A Natale sul balcone, a Pasqua col tizzone
L'appetito vien mangiando
La superbia andò a cavallo e tornò a piedi
Non è ricco chi possiede, ma chi meno ha bisogno
Dio, se chiude una porta, apre un portone
A tavola non si invecchia
È ladro chi ruba e chi gli tiene il sacco
I fatti della pentola li sa il coperchio
Fa' il bene e scordati, fa' il male e pensaci
Il dentista mangia coi denti degli altri
Se cucini con calma, il gusto ci guadagna
Una pianta che ha molti frutti non li matura tutti
Vive bene chi prende il mondo come viene
Il vino rende lieti e fa svelar i segreti
La fame fa uscire il lupo dal bosco
Il carbone o scotta o tinge
La civiltà moderna è la moltiplicazione infinita di necessità non necessarie
La necessità aguzza l'ingegno
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Le chiacchiere non fanno farina
Dal frutto si conosce l'albero
Dove ci son donne innamorate è inutile tener porte serrate
A casa sua ognuno è re
Aria d'importanza, diploma di ignoranza
Chi capisce, patisce
Se sei onesto, Dio farà il resto
Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia
Una grande paura nessun medico la cura
Se vuoi star bene, mangia poco e dormi bene
Chi troppo la tira, la spezza
Chi gioca con il fuoco, prima o poi si scotta.
Chi ride il venerdì, piange la domenica
Chi ha fortuna in amor non giuochi a carte
Chi offende scrive in polvere di paglia, ma l’offeso sul marmo incide e intaglia
Chi non ha gustato l’amaro, non sa che sia il dolce
Chi non ha cane, caccia con gatto
Chi mangia il grano in erba, sa quel che mangia oggi, ma non sa che mangerà domani
Chi con il lupo va, con il lupo sta
Chi ascolta troppa gente conclude poco o niente
Chi ama il suo lavoro, lo fa bene
Chi al caso s'affida prende un cieco per guida
Alla lunga, ogni torto paga
Alla carne fredda, il diavolo ci mette il coltello
A lavoratore trascurato, i sorci mangiano il seminato
Al lume di candela ogni straccio sembra tela
Al cuor non si comanda
Aiuta i tuoi e gli altri se puoi
A carne di lupo, zanne di cane
A cavallo che corre, non abbisognano speroni
Tutto è bene quel che finisce bene
Tutti i nodi vengono al pettine
Sacco vuoto non sta in piedi
Raglio d'asino non sale al cielo
Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima
Quando la nave affonda, i topi scappano
Quando la fame entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra
Quando il piccolo parla il grande ha sparlato
Quando arriva la minestra, non c'è più sinistra o destra
Per i poltroni è sempre festa
Per ingannare un furbo, ci vuole un furbo e mezzo
Parla poco, ascolta assai e giammai non fallirai
Paese che vai, usanza che trovi
Ogni promessa è debito
Ogni legno ha il suo tarlo
Ogni botte dà il vino che ha
Non c'è carne in macelleria che cane o gatto non porti via
Nel paese dei ciechi anche un guercio è re
Nel fiume che grida puoi passare sicuro
Ne ammazza più la gola che la spada
Nacque per nulla chi vive sol per sé
Mal comune, mezzo gaudio
L'uomo crede vero tutto quello che desidera
L'ozio è il padre dei vizi
L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza
L'occasione fa l'uomo ladro
Le uova non hanno nulla da insegnare alla gallina
Ciò che è stato è stato
Chi ha terra, ha guerra
Non c'è due senza tre
Dove c'è fumo, c'è arrosto
L’amore non è bello se non è litigarello
La bocca dice, ma la testa pensa
Chi non muore si rivede
L'abito fa il monaco, ma non il cuore
Nell'ora del bisogno si vede il vero amico
La fortuna aiuta gli audaci
Chi ha poco, ha tanto
Il bue dice cornuto all'asino
La paura è una brutta consigliera
Il mondo è bello perché è vario
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Meglio un cattivo accordo che una buona lite
Ogni lasciata è persa
Patti chiari, amicizia lunga
Tra santi e santarelli, si fa festa tutto l’anno
La calma è la virtù dei forti
Chi semina raccoglie
Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso
Chi non ha testa ha gambe
Tutte le strade portano a Roma
Chi di spada ferisce, di spada perisce
Gallina vecchia fa buon brodo
Non tutto il male vien per nuocere
Chi ben comincia è a metà dell’opera
Quando il vino entra, l’intelletto esce
Occhio non vede, cuore non duole
Chi ha da bere non cerca ruscello
Meglio tardi che mai
Chi troppo parla, poco conclude
Non c'è rosa senza spine
A mali estremi, estremi rimedi
Ride chi vince
Meglio un asino vivo che un dottore morto
Chi rompe paga e i cocci sono suoi
Il lupo perde il pelo ma non il vizio
Gatto scottato dall’acqua calda teme anche la fredda
Chi si loda s’imbroda
Chi tace acconsente
Tra i due litiganti il terzo gode
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
Chi disprezza compra
Campa cavallo che l’erba cresce
Chi ha tempo non aspetti tempo
Una mela al giorno toglie il medico di torno
Non tutti i mali vengono per nuocere
Quando il gatto non c’è, i topi ballano
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare
Chi semina vento raccoglie tempesta
L’unione fa la forza
Chi non risica, non rosica
Meglio prevenire che curare
Piove sempre sul bagnato
Una rondine non fa primavera
Le Bugie Hanno le Gambe Corte
Anno bisesto, anno funesto
Ferragosto, moglie mia non ti conosco
La speranza è l’ultima a morire
Chi troppo vuole nulla stringe
O mangiar questa minestra o saltar dalla finestra
Non si può servire a due padroni
Aiutati che Dio t’aiuta
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
Il Mattino Ha l'Oro in Bocca
L’erba del vicino è sempre più verde
Chi la fa, l'aspetti
Ride bene chi ride ultimo
Meglio soli che male accompagnati
Il fine giustifica i mezzi
Chi trova un amico trova un tesoro
Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca
La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi
A caval donato non si guarda in bocca
Chi si ferma è perduto
Dio li fa e poi li accoppia
L’abito non fa il monaco
Acqua passata non macina più
Chi va piano va sano e va lontano
Tra moglie e marito non mettere il dito
Meglio un uovo oggi che una gallina domani
Non è tutto oro quel che luccica
Chi dorme non piglia pesci
Rosso di sera, bel tempo si spera