Benvenuto in “Un proverbio al giorno…”, dove ogni giorno è un invito a pensare, sorridere, ricordare.
Qui le parole antiche tornano a vivere: ne sveliamo le radici, ne osserviamo l’evoluzione e ci chiediamo se abbiano ancora qualcosa da dirci oggi.
Un piccolo spazio quotidiano per riscoprire la saggezza popolare… una goccia di verità alla volta.

Non puoi vedere il bosco se sei tra gli alberi

L’occhio del padrone ingrassa il cavallo

Quando sono troppi i galli a cantare, non si fa mai giorno

Da ospedale e cimitero si esce sempre più sincero

Non giudicare un libro dalla copertina

L’assai basta e il troppo guasta

Chi si è scottato con l’acqua calda ha paura anche dell’acqua fredda

La troppa confidenza fa perdere la riverenza

La storia è maestra di vita

Il bel tempo e il cattivo tempo non durano tutto il tempo

Chi divide ha la parte migliore

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia

Ama chi t’ama e rispondi a chi ti chiama

Chi è portato giù dall’acqua, s’attacca a ogni spino

Chi tace acconsente; e chi non parla, non dice niente

Dov’è l’innocenza non manca provvidenza

Dalla fabbrica si conosce il mastro

Con poco si vive, con niente si muore

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi

A chi batte forte si aprono le porte

Le cose lunghe diventano serpenti

Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera

Amor vecchio non fa ruggine

Nel paese dei ciechi, l’orbo è re

Chi di speranza campa, disperato muore

La prima moglie è la facchina, la seconda è la regina

I soldi fanno l’uomo ricco, l’educazione lo fa signore

Uomo avvisato, mezzo salvato

Agosto capofitto, l’inverno è già sotto il letto

Chi non lavora d’estate, non mangia d’inverno

La lingua batte dove il dente duole

Chi va per questi mari, questi pesci prende

Il peggior sordo è quello che non vuole sentire

A chi non teme il sermone giova poco il bastone

O Paglia o Fieno

Non parlar di corda in casa dell’impiccato

Fatta la legge, trovato l’inganno

Chi fa da sé fa per tre

A chi dai il dito si prende anche il braccio

Ambasciator non porta pena

L’apparenza inganna

Chi risparmia oggi, domani molto avrà

Chi semina spine non deve mai camminare scalzo

Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante

La cera si consuma e la processione non cammina

Ogni straccio sa di miele

Il silenzio è d’oro

Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova

Chi semina buon grano, ha il pane in mano

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Al vecchio non manca mai di raccontare

Can che abbaia non morde

Chi capisce, compatisce

A lavar la testa all’asino ci rimetti il ranno e il sapone

Una mosca vale un piccione

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

Tempo nero non avere paura, tempo bianco scappa avanti

Il giovane ozioso sarà un vecchio bisognoso

Nel pollaio non c’è pace se canta la gallina e il gallo tace

Se piove a luglio, il finto calore porta via il frumento e il sapore

Quando luglio è ardente, miete lesto

Chi non alza la voce è mal servito

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole

Dopo i confetti nascono i difetti

Il troppo stroppia

A buon intenditor, poche parole

Finché l’uomo ha denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca

Sono sempre gli stracci che vanno per aria

L’estate è la madre dei poveri

A combatter con il fango, che si vinca o che si perda, sempre ci si infanga

Meglio un topo in mano ad un gatto che un uomo in mano ad un avvocato

Buon sangue non mente

La fretta è cattiva consigliera

La fame è il miglior condimento

Gente allegra, il ciel l’aiuta

Il buon giorno si vede dal mattino

Chi presto parla, poco sa

Giugno, la falce in pugno

Quando canta la cicala, taglia la legna e riempi la sala

Giugno ventoso, anno fruttuoso

In estate chi non ha camicia, non ha briga

Sbagliando s’impara

Il riso abbonda sulla bocca degli stolti

Chi tardi arriva, male alloggia

Chiodo scaccia chiodo

Gallina che canta ha fatto l’uovo

Finché c’è vita, c’è speranza

Gioco di mano, gioco da villano

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Chi mescola la polenta con le dita, scotta le mani

Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io

Chi nasce afflitto muore sconsolato

Pure le pulci hanno la tosse

Dalla casa si conosce il padrone

Chi ha torto fa clamore contro l’accusatore

Fai del bene e scordalo, fai del male e pensaci

Chi non intende la propria scrittura è un asino di natura

Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace

Chi nasce tondo non può morir quadrato

Impara l’arte e mettila da parte

Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene

La pioggia di maggio fa diventare belli

Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti

Una ne pensa e cento ne fa

Se hai i soldi siedi, altrimenti stai in piedi

Ognuno porta l’acqua al proprio mulino

Nella botte piccola c’è il vino buono

La vigna e l’orto vogliono l’uomo morto

La Parola è d’Argento, il Silenzio è d’Oro

I panni sporchi si lavano in famiglia

Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale

Il contadino ha scarpe grosse e cervello fino

Chi ha la mamma non è mai solo

Chi si somiglia, si piglia

Anche la regina ha bisogno della sua vicina

Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle

La Prudenza non è mai troppa

In casa del diavolo non parlar di acqua santa

Chi la dura, la vince

L’occhio è lo specchio dell’anima

Chi è nato citrullo è per gli altri un trastullo

C’è la fila per non lavorare

Chi di verde si veste, della sua beltà troppo si fida

Batti il ferro finché è caldo

Il Poco non Basta, il Troppo Guasta

L’acqua vuol pendenza il mare vuol pazienza

Chi domanda non fa errori

Una ciliegia tira l’altra

Errare è umano, perseverare è diabolico

Con i se e con i ma son piene le fosse

A Goccia a Goccia si fa il Mare

La saggezza del passato non nutre l’affamato

Non dire quattro se non l’hai nel sacco

La notte porta consiglio

Vesti un palo che bel t’appare

A buon cavalier non manca lancia

Con un po’ di coraggio si finisce ogni viaggio

Le parole vane durano quanto i cerchi sull’acqua

Fa più danno l’apprensione che il malanno

Sposa bagnata, sposa fortunata

Il vino buono si vende senza frasca

Chi cammina lecca, chi sta fermo secca

Il difficile sta nel cominciare

Conserva la mela per quando avrai sete

A cattivo lavoratore ogni attrezzo da dolore

Sopra l’albero caduto, ognuno corre a far legna

Dolci parole e tristi fatti ingannano savi e matti

I pifferi di montagna andarono per suonar e furono suonati

Il torto non sta mai da una parte sola

Disgrazia e osteria fanno la stessa via

La prima si perdona, la seconda si bastona

Per il primo d’aprile, ogni scherzo è gentile

Col fuoco, con la donna e con il mare, c’è poco da scherzare.

Chi vive di sogni ha meno bisogni

L’albero si riconosce dai frutti

A buon consiglio non si trova prezzo

Carta canta e villano dorme

A pagare e a morire c’è sempre tempo

Per conoscere un uomo, bisogna mangiare sette sacchi di sale insieme

Da cosa nasce cosa

Dove si mangia in due, si mangia anche in tre

Asino vecchio non prende lezioni

Chi va al mulino s’infarina

Non è amico mio quel che risparmia il suo e mangia il mio

Per insegnare bisogna prima imparare

Se vuoi che la roba si faccia, chiudi la bocca e muovi le braccia

Al villano se gli dai un dito si prende tutta la mano

Tra prendere o lasciare occorre ben pensare

Nessuno è sfortunato come l’agnello: o è cornuto, o è castrato o è scannato.

Chi vuole vada, chi non vuole mandi

Casa mia, casella, ricca o poverella, sei sempre la più bella

Al povero mancano tante cose, all’avaro tutte

Chi tutto vuole, arrabbiato muore

Da chi non ha figli, non andarci né per elemosine né per consigli

La Miglior Vendetta è il Perdono

Dove non c’è donna, non c’è casa

Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello

Tutti i tempi vengono, basta saperli aspettare

Quando la pera è matura, cade da sola

Se son rose fioriranno, se son spine pungeranno

Presto e bene non marciano insieme

Voce di popolo, voce di Dio

Se non t’aiuta la scienza, affidati alla provvidenza

Un bel gioco dura poco

Quando il gallo canta fuor d’ora, o piove o si lavora

Peccato confessato, mezzo perdonato

Un po’ per uno non fa male a nessuno

Tieni la bocca chiusa, se non vuoi che ti sfugga l’oro di bocca

Se hai per amico un orso, avrai bisogno di soccorso

Con le buone maniere si ottiene tutto

Con le mani di un altro è facile toccare il fuoco

Cattivo bastone non fa buon cane

Gli errori dei dottori li ricopre la terra

A lacrime di erede è matto chi ci crede

Cadere come il cacio sui maccheroni

Ogni medaglia ha il suo rovescio

Scherza coi fanti e lascia stare i santi

A carnevale ogni scherzo vale

La vecchia impara fino a cent’anni

Non mettere il carro davanti ai buoi

Cuor contento il ciel l’aiuta

L’erba cattiva non muore mai

Si dice il peccato, non il peccatore

Chi imbocca tutti i vicoli, troverà tanti pericoli.

Non stuzzicare il can che dorme

Se non è zuppa è pan bagnato

Nero con nero non tinge

A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni

Le dita della mano non sono uguali

Alla Candelora dall’inverno semo fora

Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.

Donne e uomini gelosi son troppo pericolosi

Quando canta il merlo, siamo fuori dell’inverno

Con i se e con i ma la storia non si fa

A chi prende moglie gli ci vogliono due cervelli

Ognuno è fabbro della sua fortuna

Chi semina sulla sabbia raccoglie solo rabbia

Il sonno della ragione genera mostri

Chi muore giace, chi vive si dà pace

Gira gira, la freccia cade addosso a chi la tira

Gallina che non becca ha già beccato

In bocca chiusa non entrano le mosche

Frutto proibito, frutto saporito

A casa dei suonatori non andar per serenate

Conta più la pratica che la grammatica

A goccia a goccia s’incava la pietra

Un cavaliere tra due dame fa la figura del salame

A chi ha paura non basta l’armatura

Al naso non si fa caso

Sopporta e non biasimare quello che non puoi cambiare

Quando a tordi, quando a grilli

Il miglior specchio è un amico vecchio

A bocce ferme si saprà chi ha vinto

Va con chi è meglio di te

Olio, aceto, pepe e sale fan saporito pure uno stivale

Quando tutto è di tutti, i tempi sono brutti

L’Epifania tutte le feste porta via

Vecchiaia con pazienza prolunga l’esistenza

Uccello in gabbia non canta per amor, canta per rabbia

L’amore e la tosse non si possono nascondere

Impara dal passato, credi nel futuro e vivi nel presente

Anno nuovo, vita nuova

Di buone intenzioni è lastricato l’inferno

Chi dice grazie, apre il cuore

A Natale sul balcone, a Pasqua col tizzone

L’appetito vien mangiando

La superbia andò a cavallo e tornò a piedi

Non è ricco chi possiede, ma chi meno ha bisogno

Dio, se chiude una porta, apre un portone

A tavola non si invecchia

È ladro chi ruba e chi gli tiene il sacco

I fatti della pentola li sa il coperchio

Fa’ il bene e scordati, fa’ il male e pensaci

Il dentista mangia coi denti degli altri

Se cucini con calma, il gusto ci guadagna

Una pianta che ha molti frutti non li matura tutti

Vive bene chi prende il mondo come viene

Il vino rende lieti e fa svelar i segreti

La fame fa uscire il lupo dal bosco

Il carbone o scotta o tinge

La civiltà moderna è la moltiplicazione infinita di necessità non necessarie

La necessità aguzza l’ingegno

Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove

Le chiacchiere non fanno farina

Dal frutto si conosce l’albero

Dove ci son donne innamorate è inutile tener porte serrate

A casa sua ognuno è re

Aria d’importanza, diploma di ignoranza

Chi capisce, patisce

Se sei onesto, Dio farà il resto

Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia

Una grande paura nessun medico la cura

Se vuoi star bene, mangia poco e dormi bene

Chi troppo la tira, la spezza

Chi gioca con il fuoco, prima o poi si scotta.

Chi ride il venerdì, piange la domenica

Chi ha fortuna in amor non giuochi a carte

Chi offende scrive in polvere di paglia, ma l’offeso sul marmo incide e intaglia

Chi non ha gustato l’amaro, non sa che sia il dolce

Chi non ha cane, caccia con gatto

Chi mangia il grano in erba, sa quel che mangia oggi, ma non sa che mangerà domani

Chi con il lupo va, con il lupo sta

Chi ascolta troppa gente conclude poco o niente

Chi ama il suo lavoro, lo fa bene

Chi al caso s’affida prende un cieco per guida

Alla lunga, ogni torto paga

Alla carne fredda, il diavolo ci mette il coltello

A lavoratore trascurato, i sorci mangiano il seminato

Al lume di candela ogni straccio sembra tela

Al cuor non si comanda

Aiuta i tuoi e gli altri se puoi

A carne di lupo, zanne di cane

A cavallo che corre, non abbisognano speroni

Tutto è bene quel che finisce bene

Tutti i nodi vengono al pettine

Sacco vuoto non sta in piedi

Raglio d’asino non sale al cielo

Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima

Quando la nave affonda, i topi scappano

Quando la fame entra dalla porta, l’amore esce dalla finestra

Quando il piccolo parla il grande ha sparlato

Quando arriva la minestra, non c’è più sinistra o destra

Per i poltroni è sempre festa

Per ingannare un furbo, ci vuole un furbo e mezzo

Parla poco, ascolta assai e giammai non fallirai

Paese che vai, usanza che trovi

Ogni promessa è debito

Ogni legno ha il suo tarlo

Ogni botte dà il vino che ha

Non c’è carne in macelleria che cane o gatto non porti via

Nel paese dei ciechi anche un guercio è re

Nel fiume che grida puoi passare sicuro

Ne ammazza più la gola che la spada

Nacque per nulla chi vive sol per sé

Mal comune, mezzo gaudio

L’uomo crede vero tutto quello che desidera

L’ozio è il padre dei vizi

L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza

L’occasione fa l’uomo ladro

Le uova non hanno nulla da insegnare alla gallina

Ciò che è stato è stato

Chi ha terra, ha guerra

Non c’è due senza tre

Dove c’è fumo, c’è arrosto

L’amore non è bello se non è litigarello

La bocca dice, ma la testa pensa

Chi non muore si rivede

L’abito fa il monaco, ma non il cuore

Nell’ora del bisogno si vede il vero amico

La fortuna aiuta gli audaci

Chi ha poco, ha tanto

Il bue dice cornuto all’asino

La paura è una brutta consigliera

Il mondo è bello perché è vario

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Meglio un cattivo accordo che una buona lite

Ogni lasciata è persa

Patti chiari, amicizia lunga

Tra santi e santarelli, si fa festa tutto l’anno

La calma è la virtù dei forti

Chi semina raccoglie

Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso

Chi non ha testa ha gambe

Tutte le strade portano a Roma

Chi di spada ferisce, di spada perisce

Gallina vecchia fa buon brodo

Non tutto il male vien per nuocere

Chi ben comincia è a metà dell’opera

Quando il vino entra, l’intelletto esce

Occhio non vede, cuore non duole

Chi ha da bere non cerca ruscello

Meglio tardi che mai

Chi troppo parla, poco conclude

Non c’è rosa senza spine

A mali estremi, estremi rimedi

Ride chi vince

Meglio un asino vivo che un dottore morto

Chi rompe paga e i cocci sono suoi

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Gatto scottato dall’acqua calda teme anche la fredda

Chi si loda s’imbroda

Chi tace acconsente

Tra i due litiganti il terzo gode

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Chi disprezza compra

Campa cavallo che l’erba cresce

Chi ha tempo non aspetti tempo

Una mela al giorno toglie il medico di torno

Non tutti i mali vengono per nuocere

Quando il gatto non c’è, i topi ballano

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Chi semina vento raccoglie tempesta

L’unione fa la forza

Chi non risica, non rosica

Meglio prevenire che curare

Piove sempre sul bagnato

Una rondine non fa primavera

Le Bugie Hanno le Gambe Corte

Anno bisesto, anno funesto

Ferragosto, moglie mia non ti conosco

La speranza è l’ultima a morire

Chi troppo vuole nulla stringe

O mangiar questa minestra o saltar dalla finestra

Non si può servire a due padroni

Aiutati che Dio t’aiuta

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino

Il Mattino Ha l’Oro in Bocca

L’erba del vicino è sempre più verde

Chi la fa, l’aspetti

Ride bene chi ride ultimo

Meglio soli che male accompagnati

Il fine giustifica i mezzi

Chi trova un amico trova un tesoro

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi

A caval donato non si guarda in bocca

Chi si ferma è perduto

Dio li fa e poi li accoppia

L’abito non fa il monaco

Acqua passata non macina più

Chi va piano va sano e va lontano

Tra moglie e marito non mettere il dito

Meglio un uovo oggi che una gallina domani

Non è tutto oro quel che luccica

Chi dorme non piglia pesci

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