Al momento stai visualizzando Errare è umano, perseverare è diabolico

Errare è umano, perseverare è diabolico

Anatomia di un errore

Tutti lo abbiamo citato almeno una volta, solitamente per giustificare una piccola gaffe o per rimproverare qualcuno che continua a sbattere la testa contro lo stesso muro. Ma dietro il proverbio “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” si nasconde una stratificazione filosofica che attraversa i secoli.

Le Origini: Da Sant’Agostino ai classici

Sebbene la frase sia spesso attribuita a Sant’Agostino, la sua genesi è più complessa e frammentata.

  • L’Antichità Greca e Latina: Già nel V secolo a.C., il poeta greco Teognide e il drammaturgo Sofocle esprimevano concetti simili: l’errore è parte della condizione umana. Cicerone, nelle sue Filippiche, scriveva: “Cuiusvis hominis est errare: nullius nisi insipientis in errore perseverare” (È proprio di ogni uomo sbagliare; ma solo dello stolto perseverare nell’errore).

  • La svolta cristiana: Sant’Agostino riprese il concetto nelle sue omelie, ma con una sfumatura diversa. Per il pensiero cristiano, l’errore è una caduta legata alla nostra natura imperfetta, ma la perseveranza nel peccato (nonostante la consapevolezza e la grazia offerta per redimersi) è ciò che avvicina l’anima al male assoluto: il diabolico.

Cosa significa davvero oggi?

Il proverbio funge da bilancia tra indulgenza e responsabilità.

  1. L’errore come opportunità (Errare è umano): Riconosce che non siamo macchine. L’errore è un evento statistico inevitabile e, spesso, un motore di apprendimento fondamentale (il cosiddetto trial and error).

  2. La responsabilità della scelta (Perseverare è diabolico): Qui il focus si sposta dall’evento alla volontà. Se il primo errore è un incidente, il secondo è una scelta. Perseverare significa rifiutare l’evidenza, negare la realtà e, in ultima analisi, smettere di crescere.


Ha ancora senso usarlo nel 2026?

Assolutamente sì, forse oggi più che mai. In un’epoca dominata da algoritmi e “perfezione” social, riscoprire il valore dell’errore umano è un atto di resistenza. Tuttavia, la parte “diabolica” del proverbio trova nuove applicazioni:

  • In ambito lavorativo: La metodologia Agile incoraggia il “fail fast” (fallisci velocemente). Sbagliare è accettato, ma non imparare dai dati per correggere la rotta è considerato il vero fallimento manageriale.

  • Nella psicologia: La perseveranza nell’errore è spesso legata a bias cognitivi, come il pregiudizio di conferma o la fallacia dei costi irrecuperabili (continuare un progetto fallimentare solo perché ci abbiamo già investito tempo).

In sintesi: Dire “errare è umano” ci rende gentili con noi stessi; ricordare che “perseverare è diabolico” ci impedisce di diventare pigri o arroganti.

Curiosità: La versione “scientifica”

In ambito matematico e statistico, l’errore è una variabile prevista. Se volessimo tradurre il proverbio in termini fisici, potremmo dire che l’errore è entropia, mentre la perseveranza è un loop infinito privo di feedback positivo.


C’è un errore ricorrente che hai notato spesso nelle persone intorno a te o in te stesso, e che ti fa pensare proprio a questo proverbio?

Voi lo conoscete nel vostro dialetto?
Scrivetelo nei commenti e aggiungete il nome del vostro paese tra parentesi! Sarà interessante vedere come questa saggezza è stata tramandata nelle diverse regioni! 😊
👇 Aspettiamo di leggere le vostre versioni! 👇

Lascia un commento