Il Borgo del Sorriso tra Calanchi e Merletti
Se esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per bere un bicchiere di vino in compagnia, quel posto è Castorano. Appoggiato con eleganza sulle colline del Piceno, questo borgo non è solo una meta geografica, ma un’esperienza sensoriale che profuma di mosto, storia e tradizioni millenarie.
Dove si trova: Tra l’azzurro dell’Adriatico e il vigore dell’Appennino
Castorano gode di una posizione privilegiata nella provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Si erge su un crinale a circa 280 metri sul livello del mare, offrendo una vista che spazia dai maestosi Monti Sibillini e i Monti della Laga, fino a perdersi nel blu del Mare Adriatico, che dista solo una manciata di chilometri.
Un cuore piccolo ma pulsante
Con una popolazione di circa 2.200 abitanti (i castoranesi), il paese conserva quell’atmosfera intima e accogliente tipica dei piccoli centri italiani, dove incrociare lo sguardo di un passante significa quasi sempre ricevere un saluto caloroso o un sorriso genuino.
Una Storia scritta nel Travertino
Le origini di Castorano affondano le radici nell’epoca romana, ma è nel Medioevo che il borgo assume la sua fisionomia attuale. Il nome stesso sembra derivare dal culto del dio Castore o, secondo altre ipotesi, dal termine latino Castrum, a testimonianza della sua antica funzione difensiva.
Passeggiando per il centro storico, ci si ritrova immersi in un castello medievale “aperto”:
La Torre Civica: Imponente e fiera, domina la piazza principale e scandisce il ritmo della vita quotidiana.
Le Mura Castellane: Che ancora oggi sembrano voler proteggere i segreti e le storie delle famiglie che lo hanno abitato per secoli.
La particolarità: L’Arte del Tombolo e il Battito del Carnevale
Se chiedete a un castoranese cosa rende unico il suo paese, vi risponderà con due parole: Merletto e Allegria.
Il Merletto a Tombolo: Castorano è uno dei centri d’eccellenza per questa lavorazione artigianale. Non è raro, nelle calde giornate estive, scorgere tra i vicoli le donne del paese chinate sul “cuscino”, intente a far danzare i fuselli con una rapidità ipnotica. Un filo sottile che unisce generazioni di donne in un’arte preziosa e fragilissima.
Il Carnevale Castoranese: A differenza di molti altri luoghi, qui il Carnevale è un affare serio. La particolarità assoluta è “A lu Bbò” (Il Bue): una pantomima tradizionale che vede una sagoma di bue inseguita per le vie del borgo il venerdì di Carnevale. È un’esplosione di energia, canti e folklore che trasforma il paese in un teatro a cielo aperto.
Una chicca per il palato: Non potete andarvene senza aver sorseggiato un calice di Offida Rosso DOCG o di Pecorino, prodotti nelle vigne che circondano il borgo. Qui il vino non è una bevanda, è il sangue della terra.
Perché visitarlo oggi?
Perché Castorano vi insegna a rallentare. È il luogo perfetto per chi cerca la bellezza nelle piccole cose: un tramonto che incendia i calanchi, il suono dei fuselli che sbattono tra loro, o il sapore di un’oliva ascolana mangiata ancora calda all’ombra di una torre medievale.
Castorano non è solo “un paese al giorno”; è il paese che vorreste vivere ogni giorno.
