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Lendinara

Nel cuore pulsante del Polesine, dove la terra incontra lo scorrere lento delle acque e i ritmi della pianura regalano un’atmosfera sospesa nel tempo, sorge un gioiello inatteso: Lendinara.

 

Dove si trova e quanti abitanti conta

Situata nella provincia di Rovigo, in Veneto, Lendinara si adagia lungo le sponde del naviglio Adigetto. È una cittadina a misura d’uomo che conta circa 11.500 abitanti, immersa in un paesaggio agricolo suggestivo e ricco di fascino tranquillo.

Una storia scolpita nel tempo e nell’arte

Le radici di Lendinara affondano nell’epoca romana, ma è nel Medioevo e sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia che la città vive la sua epoca d’oro. Diventata un importante centro nevralgico per i commerci fluviali e l’agricoltura, Lendinara si è arricchita di palazzi signorili, torri e splendide architetture religiose.

Tra le tappe imperdibili spiccano:

  • Santuario della Beata Vergine del Pilastrello: meta di pellegrinaggio legata a eventi miracolosi del XVI secolo, ricca di opere d’arte di pregio.

  • Palazzo Malmignati e Palazzo Cattaneo: eleganti dimore storiche che raccontano l’influenza della nobiltà veneziana.

  • Piazza Risorgimento: il cuore sociale e monumentale della città, dominato dal Palazzo Comunale e dalla Torre Civica.

La particolarità: La “Atene del Polesine”

Ciò che rende davvero unica Lendinara è la sua straordinaria concentrazione di arte, cultura e scorci scenografici, che le è valsa lo storico appellativo di “Atene del Polesine”.

Un elemento imperdibile è il Giardino Ca’ Dolfin Marchiori, un magnifico parco romantico dell’Ottocento caratterizzato da laghetti, alberi secolari, tempietti e percorsi incantati dove passeggiare immersi nella natura.

Tradizioni culinarie: I sapori autentici della pianura

La cucina lendinarese è un inno alla tradizione contadina veneta, forte, genuina e ricca di ingredienti a km zero:

  • I Primi Piatti: il riso la fa da padrone, preparato spesso come Risi e Bisi o con il radicchio locale; imperdibili anche i bigoli al torchio con ragù d’anatra o d’oca.

  • I Secondi: la Salama da sugo servita con purè caldo, la polenta accompagnata da umidi di carne o pesce d’acqua dolce, e le specialità a base d’oca.

  • I Dolci: la Bussolà (tipico ciambellone veneto da inzuppare nel vino dolce) e il Mistà, un dolce tradizionale cotto al forno a base di farina di mais, fichi secchi, noci e uvetta.

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