Buongiorno! Oggi, 17 marzo 2026, celebriamo la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, ovvero quella ricorrenza in cui ci ricordiamo che siamo un Paese unito… a volte persino più unito dei nostri dati catastali, ma sempre abbastanza frammentato da trasformare una festa in un carosello di parate, selfie tricolore e dibattiti infiniti su chi deve fare il discorso ufficiale.
Nella storia, il 17 marzo sembra aver avuto un gusto tutto speciale per gli eventi memorabili e, diciamolo, per le tragedie e i colpi di scena. Nel lontano 1762, a New York qualcuno cominciava a intonare “Erin Go Bragh” senza immaginare che centinaia di anni dopo il mondo avrebbe ancora festeggiato il giorno di San Patrizio con birre verdi e corse tra pub, mentre l’Italia contava le pecore… o meglio, contava gli italiani emigrati. Parlando di emigrazione, nel 1891, il piroscafo Utopia decideva di fare un tuffo letale nel porto di Gibilterra con 563 italiani a bordo: direi che il concetto di “tragico viaggio oltreoceano” è nato proprio quel giorno.
Nel 1852, da Capodimonte, Annibale de Gasparis scopriva l’asteroide Psyche, regalando all’umanità la prova che almeno le stelle hanno piani più chiari dei politici italiani. E se parliamo di successi postumi, 1901 vede Van Gogh finalmente applaudito a Parigi: 11 anni dopo la morte, giusto in tempo per scoprire che il talento spesso arriva tardi… e qualche volta in forma di quadro da milioni di euro.
Il 17 marzo porta anche fuga e scandalo: nel 1959, il Dalai Lama scappa dal Tibet trovando rifugio in India, mentre nel 1986 l’Italia scopre che il vino al metanolo non è proprio il brindisi che avevamo in mente. Nel frattempo, nel 1991, Maradona ci ricorda che anche i campioni hanno i loro peccati… e le nostre partite di calcio non sarebbero più le stesse.
Tra anniversari e flop cinematografici – chi non ricorda il debutto di “Orizzonte perduto” nel 1973, il fiasco che ha spaccato amici artistici e fan della musica? – e il trionfo della tecnologia nel 1987 con IBM e Microsoft, il nostro 17 marzo è una giornata che mescola storia, tragedia e qualche sprazzo di gloria, come un buon minestrone tricolore.
Oggi, dunque, mentre sventoliamo il tricolore, cantiamo l’inno e ricordiamo la nostra Costituzione, possiamo anche sorridere: l’Italia è un Paese che sopravvive a naufragi, scandali, flop e cocaina in campo, eppure riesce sempre a ritrovarsi unita… almeno fino alla prossima discussione su chi debba accendere il tricolore in piazza.
