Un Paese al Giorno: Force, il Borgo Sentinella e l’Arte del Rame
Se vi capita di salire lungo i rilievi della provincia di Ascoli Piceno, dove lo sguardo spazia tra le vette dei Monti Sibillini e l’azzurro del Mare Adriatico, incontrerete un luogo dove il tempo sembra scandito dal ritmo metallico del martello sulla incudine. Benvenuti a Force, un piccolo e suggestivo scrigno di storia adagiato sulla dorsale delle colline marchigiane.
Force in pillole
Dove si trova: Marche, in provincia di Ascoli Piceno. Sorge a circa 689 metri sul livello del mare, posizionato su un rilievo a “forca” che divide le valli dei fiumi Aso, Tesino e Tronto.
Abitanti: Circa 1.080 residenti (forcesi).
Particolarità: Storicamente riconosciuto come il “Paese dei Ramai” per la sua antica e gloriosa tradizione nella lavorazione artigianale del rame.
Una posizione strategica tra storia e leggenda
Il nome stesso del paese ne svela la natura geografica: deriva infatti dal termine “forca”, proprio ad indicare lo sperone roccioso e divisorio tra le tre vallate circostanti.
Le origini del borgo affondano radici profonde nel V secolo d.C., quando le popolazioni locali cercarono rifugio e protezione in cima a questo colle sicuro per sfuggire alle incursioni barbariche. Nel corso dei secoli, Force ha vissuto un passato ricco di avvenimenti: dal forte legame con i monaci Farfensi fino all’affermazione come libero Comune nel XIII secolo, tutelato direttamente dallo Stato Pontificio. Passeggiando tra i suoi vicoli si respirano ancora le atmosfere medievali, tra resti di mura, porte storiche e palazzi storici come l’imponente Palazzo Canestrati.
La magia dei Callarà: la secolare arte del rame
La vera anima di Force risiede nella figura del ramaio (in dialetto locale i callarà, dai tipici calderoni in rame). Per oltre cinquecento anni, il paese è stato un punto di riferimento nell’Italia centrale per la battitura e la modellatura a mano del rame domestico ed ornamentale.
Si narra che l’arte sia stata introdotta proprio dai monaci benedettini o da maestranze nomadi che insegnarono ai giovani del posto a plasmare il metallo con l’ausilio di fuoco, cesello e martello. Dalle botteghe di Force uscivano oggetti di straordinaria fattura:
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Le tradizionali conche, anfore usate un tempo dalle donne per attingere e trasportare l’acqua fresca.
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Calderoni, paioli, pentole e utensili per i focolari delle campagne marchigiane.
Oggi questa preziosa eredità è custodita con orgoglio nel Museo del Rame ospitato all’interno di Palazzo Canestrati, dove è possibile ripercorrere i segreti e gli attrezzi di un mestiere antico e affascinante.
I sapori autentici della tavola forcese
La cucina di Force rispecchia la genuinità e la ricchezza della tradizione contadina del Piceno e dei vicini Monti Sibillini:
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I Primi della tradizione: Primi piatti a base di pasta fresca fatta in casa, dai classici vincisgrassi (il ricchissimo timballo marchigiano) ai tagliolini e alle fettuccine condite con ragù di carne e funghi dei boschi vicini.
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Carni e Formaggi: Arrosti di agnello e maiale, accompagnati dai saporiti formaggi pecorini della fascia appenninica.
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Frutti del territorio: Durante l’autunno le castagne e le celebri mele rosa dei Sibillini arricchiscono ricette dolci e salate.
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Vini: Il pasto si accompagna idealmente con i grandi vini della provincia ascolana, tra cui il Rosso Piceno, il Falerio o la freschezza della Passerina.
Force non è soltanto un borgo da visitare, ma un’esperienza da ascoltare e contemplare: un balcone panoramico affacciato sulle valli marchigiane, dove l’artigianato storico incontra l’accoglienza calorosa di una piccola e autentica comunità.
