Il Borgo dei Miracoli e dell’Oro Liquido
Esistono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato per riprendere fiato, angoli d’Italia dove l’accoglienza non è un servizio, ma un rito. Uno di questi è Pollutri, un borgo che si erge fiero su una collina, guardando con un occhio il Mare Adriatico e con l’altro le vette della Majella.
Se state cercando una destinazione che profuma di mosto, di ulivi secolari e di storie antiche, seguiteci in questo viaggio nel cuore della provincia di Chieti.
Dove si trova e i suoi numeri
Adagiato su una collina a circa 190 metri sul livello del mare, Pollutri domina la media Valle del Sinello. È un comune della regione Abruzzo, situato a pochi chilometri dalla Costa dei Trabocchi.
Abitanti: Circa 2.100 (i pollutresi).
Posizione: Perfetta per chi ama cambiare orizzonte in dieci minuti: la spiaggia è a un passo, la montagna è lo sfondo di ogni tramonto.
Una Storia che affonda nelle radici della Terra
Le origini di Pollutri si perdono tra leggenda e realtà medievale. Il nome stesso sembra derivare da Pollutrum, o forse dal culto pagano del dio Polluce, ma è nel periodo benedettino che il borgo assume la sua fisionomia attuale.
Passeggiando per il centro storico, tra i vicoli che si rincorrono e le antiche porte d’accesso, si percepisce l’anima di un paese che ha saputo resistere ai secoli, mantenendo intatta la sua struttura di borgo fortificato. Ogni pietra qui ha una voce, ogni scalinata racconta di generazioni che hanno coltivato queste terre con devozione e fatica.
La Particolarità: Il “Miracolo di San Nicola” e le Fave
Se c’è una cosa che rende Pollutri unica al mondo, è il suo legame viscerale con San Nicola di Bari. Ma dimenticate le solite processioni: qui la devozione si mangia!
La caratteristica più affascinante del borgo è la tradizione della Cottura delle Fave. Ogni anno, a dicembre (in occasione della festa del Santo), enormi calderoni di rame vengono posizionati sul sagrato della chiesa. Sotto il cielo stellato, le fave vengono cotte sul fuoco vivo per ore e poi distribuite a tutta la popolazione e ai visitatori. È un rito di condivisione che risale a un antico miracolo del Santo, che avrebbe salvato il paese dalla carestia.
Curiosità: Non è solo spiritualità! Pollutri è una delle capitali abruzzesi del vino e dell’olio. Il borgo ospita una delle cantine sociali più importanti della regione, e il suo “oro liquido” (l’olio extravergine) è il frutto di uliveti che disegnano il paesaggio come un quadro rinascimentale.
Perché visitarlo?
Visitare Pollutri significa immergersi nella Riserva Naturale Bosco di Don Venanzio, uno degli ultimi boschi ripariali della costa adriatica. È il luogo ideale per un trekking leggero o un picnic all’ombra di querce secolari, prima di risalire in paese per un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo.
Pollutri non è solo un punto sulla mappa; è un invito alla lentezza, un ritorno ai sapori veri e alla bellezza dei gesti semplici. Se cercate l’Abruzzo più autentico, quello che ti accoglie con un sorriso e un piatto di fave calde, lo avete trovato.
Vi è mai capitato di sentirvi a casa in un posto dove non siete nati? Pollutri ha esattamente questo potere.
