C‘è una Lombardia segreta che non corre, che non urla, ma che sussurra storie di nobili casati, cavalieri e giardini che sembrano usciti da un romanzo dell’Ottocento. Se state cercando una fuga dove il tempo rallenta e la bellezza si rivela a passi lenti, la risposta è Torre de’ Picenardi.
Questo splendido borgo è la meta ideale per la rubrica “Un paese al giorno…”, un angolo di pianura padana dove la nebbia invernale e il sole estivo avvolgono una storia millenaria.
Dove si trova e l’anima del borgo
Ci troviamo nel cuore della pianura cremonese, esattamente a circa 20 chilometri a est di Cremona e poco più di 40 da Mantova. Torre de’ Picenardi sorge in un paesaggio rurale geometrico e affascinante, fatto di canali, filari di pioppi e grandi cascine storiche.
Oggi il comune conta poco meno di 2.200 abitanti (chiamati torrigiani), una comunità accogliente e custode di un territorio che, fino al Risorgimento, era incredibilmente frammentato in piccoli microcosmi rurali.
Una storia di torri e nobili casati
Il nome stesso del paese ne racconta l’origine. Anticamente noto come Torre de’ Malamberti, il borgo legò indissolubilmente il suo destino, a partire dal XV secolo, alla nobile e potente famiglia dei Picenardi. Questo casato non si limitò a governare le terre, ma agì come un vero e proprio mecenate illuminato, trasformando un semplice avamposto militare in una piccola corte rinascimentale e poi neoclassica.
Passeggiando per il centro, si respira l’eredità di oltre seicento anni di presenza nobiliare, visibile anche nella splendida Chiesa Parrocchiale di Sant’Ambrogio, un gioiello barocco arricchito nel tempo proprio dalle generose committenze dei marchesi Sommi Picenardi.
La particolarità: La “Versailles” della Pianura Padana
Se c’è una caratteristica che rende Torre de’ Picenardi unica nel suo genere, è la straordinaria densità di fortificazioni e dimore monumentali in un fazzoletto di terra. La vera perla del paese è Villa Sommi Picenardi.
Fondata nel XIX secolo sulle fondamenta di un castello medievale del Trecento, la villa mostra fiera le sue imponenti torri simmetriche. Ma il vero miracolo stilistico si nasconde dietro le sue mura: nell’Ottocento, il suo immenso parco fu trasformato in uno dei giardini all’inglese più famosi, romantici e celebrati d’Italia, un dedalo di laghetti, ponticelli, rovine artificiali e piante esotiche che attirava visitatori da tutta Europa.
Ma non finisce qui. Nella frazione di San Lorenzo, a pochissimi minuti dal centro, si trova un altro gioiello che vi lascerà a bocca aperta: il Castello di San Lorenzo.
Nato originariamente come fortezza militare, il castello ha mantenuto intatta la sua magnifica struttura in mattoni rossi, le merlature e i torrioni da cui, un tempo, le vedette sorvegliavano l’intera campagna circostante.
Perché visitarlo oggi?
Torre de’ Picenardi è la dimostrazione perfetta che l’Italia più autentica si nasconde spesso fuori dalle rotte del turismo di massa. È una tappa imperdibile per chi ama il cicloturismo (grazie alla vicinanza con le piste ciclabili del Parco del Fiume Oglio), per gli appassionati di fotografia architettonica e per chiunque voglia riscoprire il fascino intramontabile delle antiche corti padane.
Se passate dalle parti di Cremona, lasciate la strada principale, spegnete il navigatore e perdetevi tra le torri di questo piccolo, grande capolavoro della nostra provincia.
